LARVA MANGIA PLASTICA, super bruco larva contro plastica e inquinamento LA SCOPERTA

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-Il bruco mangia-plastica, la larva della tarma della cera la cui identità è stata ripensata dopo la scoperta della sua passione per il polietilene, come riesce a cibarsi di plastica?

Lo ha spiegato, in un’intervista a La Repubblica, Federica Bertocchini, la ricercatrice italiana a cui dobbiamo questa particolare scoperta:“Sono animali che si cibano della cera d’api. Esiste un specie di verme mangia polistirolo che potrebbe essere arruolato nella quotidiana battaglia contro lo smaltimento della plastica che inquina il nostro pianeta. E’ stata ribattezzata anche bruco mangia plastica. Il bruco mangia plastica è un normale bruco usato come esca dai pescatori che riesce a mangiare e a degradare il polietilene. La scoperta del bruco mangia plastica e’ avvenuta per caso grazie a un’osservazione dell’apicoltrice Federica Bertocchini, dello Csic. La larva Galleria mellonella, il bruco che “mangia” la plastica E allora come si è imbattuta in questo bruco così goloso di plastica? Questo insetto infatti si ciba della cera presente negli alveari e diffonde malattie nocive. Il verme utilizzato come esca dai pescatori, la G. mellonella ha una grande capacità di degradare la plastica superiore a quella degli altri insetti plasticofagi. I ricercatori hanno scoperto che i vermi della farina trasformano la plastica che mangiano in biossido di carbonio, biomasse e rifiuti biodegradabili.

Biologa italiana scopre il bruco che mangia la plastica: “Così è nata per caso la mia ricerca”

  • di prima trasformazione di prodotti cerealicoli
  • dei formaggi
  • dei salumi

I vermi della cera, cioè le larve delle falene, possono masticare, mangiare e digerire la plastica che viene usata per realizzare i sacchetti dell’immondizia.

Il bruco in questione è la larva della farfalla , ben nota a pescatori che la usano come esca, con il nome di camola del miele o tarma maggiore della cera. depone le uova all’interno degli alveari, dove le larve crescono sulla cera d’api, una complessa miscela di composti lipidici. Il riciclo della plastica non sarà più un problema: una scienziata italiana ha infatti scoperto che esiste un tipo di larva che “mangia” la plastica. Per avere la conferma, Bertocchini ha allora messo un centinaio di larve all’interno di un sacchetto della spesa e dopo 40 minuti sono comparsi i primi buchini. Le larve mangia-plastica si comportano così perché, secondo la scienziata Bertocchini, “la cera è un polimero, una specie di plastica naturale con una struttura simile al polietilene”. Quindi le larve agiscono sulla plastica come se fosse cera d’api. Federica Bertocchini, ricercatrice dell’Istituto di biomedicina e biotecnologia di Cantabria, in Spagna, stava pulendo alcune larve, che vivevano come parassite della cera in un alveare di api. Federica Bertocchini spiega la sua intuizione: “La cera è un polimero, una specie di plastica naturale con una struttura simile al polietilene». Il ciclo vitale della tarma della cera si divide in 3 stadi: uovo, crisalide e falena adulta.

LARVA MANGIA PLASTICA, super bruco larva contro plastica e inquinamento

  • di infezione quando le specie parassite sono batteri, virus, miceti, rickettsie, protozoi
  • di infestazione quando le specie parassite sono organismi appartenenti a classi superiori

Nelle prime settimane di vita le tarme della cera mangiano molto e ingrassano rapidamente.

Le tarme della farina, in fase larvale, hanno trasformato circa metà di questa materia plastica in anidride carbonica, e la restante metà in altre sostanze di rifiuto altamente biodegradabili. La larva in questione è quella di un bruco della falena della cera prodotta dalle api nelle loro arnie, ed è usato come esca anche dai pescatori. Nelle prove è stato verificato che, se aggredito dal verme della cera ‘Galleria mellonella’,  la busta si disintegra. Come detto il caso è stato alla base della scoperta, avvenuta a casa del capo della squadra, Federica Bertocchini, biologa all’Istituto di Biomedicina e Biotecnologia della Cantabria in Spagna. Il lepidottero in questione altro non è che un parassita degli alveari, conosciuto anche con il nome di tarma della cera. Infatti, cera e polietilene hanno una struttura chimica simile”, spiega ancora Bertocchini. Qui depongono le loro uova e una volta nate si nutrono della cera d’api di cui sono costituiti i favi. Per mangiare la plastica le larve utilizzano infatti lo stesso enzima usato per nutrirsi della cera d’api. Si tratta della larva della G. mellonella, detta tarma della cera per la sua propensione a cibarsi dei favi.

LARVA MANGIA PLASTICA, super bruco larva contro plastica e inquinamento. Un’esca

  • diffusione muffe
  • alterazioni fisico-chimiche nutrienti
  • aumento umidità substrato
  • crescita secondaria di batteri
  • abbandono di escrementi ed esuvie

“Sono animali che si cibano della cera d’api.

E la cera e’ un ricco complesso di molecole diverse, che pero’ contiene un legame analogo a quello che sostiene la robusta struttura molecolare del polietilene (la plastica). Nel pulirli, ho trovato i favi infestati da vermi della cera (una cosa normale, essendo questo verme una vera piaga per gli apicoltori). È stata proprio questa sua passione a farle scoprire che la Tarma maggiore della cera si cibasse di polietilene. Prima di dare avvio all’esperimento, però, i ricercatori si sono chiesti come abbiano fatto queste larve, che di solito si cibano di cera, a mangiare plastica. Paragonato all’Ideonella sakaiensis, batterio in grado di degradare ogni giorno 0,13 milligrammi di PET, il bruco mangia plastica elimina ogni ora una quantità quasi doppia di PE. di Cristina Neve 29 maggio 2017 Le larve di alcuni vermi della farina potrebbero essere validi alleati nella lotta contro i rifiuti di plastica. Capire come i batteri dell’intestino dei vermi riescano a digerire la plastica potrebbe infatti rendere possibili nuove opzioni per lo smaltimento di questo materiale. Quindi, fintanto che i vermi rimangono in buona salute, e tutto ciò che mangia i vermi rimane sano, il tutto appare come una soluzione win – win. La camola del miele o tarma della cera (Galleria mellonella) è l’incubo degli apicoltori: è la peste delle arnie, un parassita delle api.

LARVA MANGIA PLASTICA, super bruco larva contro plastica e inquinamento. Larva della tarma della cera

Non si ciba direttamente di api, ma mangia la cera e diffonde malattie nocive all’interno degli alveari.

della tarma della cera Oristano 3 Maggio 2017 Cari amici, La scoperta è di quelle «Continuerò gli studi sulla “digestione“ del polietilene da parte della larva Galleria mellonella, la larva della cera. La ricercatrice e apicoltrice stava rimuovendo le larve di tarma della cera dagli alveari di cui si occupa e le aveva poggiate in una busta di plastica. Il bruco in questione è la larva della Galleria Mellonella, meglio conosciuta come “tarma della cera” o “camola del miele”, in virtù della sua abitudine a cibarsi degli alveari. Si tratta della larva della farfalla Galleria Mellonella, è conosciuta con il nome di camola del miele o tarma maggiore della cera ed è quella utilizzata come esca dai pescatori. Come accade a volte per alcune scoperte scientifiche importanti, anche quella relativa al “bruco mangia plastica” è del tutto casuale. I ricercatori tenevano infatti questi bruchi all’interno di sacchetti di plastica che però risultavano bucati: questi insetti avevano mangiato il 13% della massa della plastica in soli 14 giorni. Questo spiega perché i problemi legati alla tarma della cera sono meno acuti ad elevate latitudini. b) patologia -La tarma della cera adulta non causa danni ai favi perché le parti boccali risultano atrofizzate.

LARVA MANGIA PLASTICA, super bruco larva contro plastica e inquinamento LA SCOPERTA

Sia la farfalla adulta che le larve di tarma della cera possono trasferire gli agenti patogeni delle più serie malattie delle api ( esempio peste americana ) .

In famiglie infette da peste americana le feci delle larve della tarma della cera sono risultate contenere una larga quantità di spore di Paenibacillus larvae larvae. Controllo della tarma della cera B 401-bacillus thuringensis Questo batterio è stato scoperto nel 1911 ed è stato successivamente utilizzato per la difesa delle piante . Lotta alla tarma della cera mediante bacillus thuringensis E’ dimostrato che le differenti varietà di bacillo e di conseguenza le differenti preparazioni commerciali disponibili non hanno tutte le stessa efficacia nei confronti della tarma della cera. I laboratori Sandoz hanno sviluppato una preparazione specifica denominata B 401 che contiene spore di bacillus varietà aizawa particolarmente efficaci contro la tarma della cera. Non vi è alcun problema di residui ,nè per la cera, nè per il miele per il quale non sono mai state osservate alterazioni nel gusto. Bacillus thuringensis per la lotta alla tarma della cera- le astuzie nell’utilizzo !B 401 La soluzione biologica contro la tarma della cera B 401 non lascia residui nella cera o nel miele.

Sono i primi studi a fornire prove evidenti della decomposizione batterica della plastica nell’intestino di un animale

da nido o da melario in periodi con probabilità di attacco da parte delle tarme della cera.

ha mostrato buona efficacia contro la tarma della cera.

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